Scegliere la professione veterinaria non è solo una questione di studio e passione per gli animali; è una scelta di vita, una missione che va ben oltre la professione e Assia Peterson Soccorsi lo sa bene. Il suo obiettivo è sempre stato uno solo, fin da bambina: aiutare gli animali, tutti, senza distinzioni.
Oggi lavora come medico veterinario a Roma con una specializzazione in Malattie Infettive e fa parte del Comitato Tecnico e Scientifico di AssoVegan (Associazione Vegani Italiani Onlus). Il suo approccio è profondamente etico: l’antispecismo guida ogni sua scelta, dalla pratica clinica alla sensibilizzazione delle persone su una visione più equa e rispettosa di tutti gli esseri viventi. Per rafforzare il suo impegno, ha recentemente ottenuto l’accreditamento VEGANOK, entrando a far parte di una rete di professionisti che condividono gli stessi valori.
L’intervista ad Assia Peterson Soccorsi
Abbiamo intervistato Assia per cercare di capire cosa significa essere una veterinaria antispecista e quali sfide e opportunità rappresentano questa professione.
VEGANOK: Il tuo percorso di studi non è sempre stato a vocazione scientifica: prima di iscriverti in Medicina Veterinaria hai frequentato il liceo classico. Quando hai deciso di diventare veterinaria? C’è stato un momento specifico che ti ha fatto capire che questa era la tua strada?
Assia Peterson Soccorsi: Il mio sogno è stato, da sempre, quello di diventare veterinaria. Il mio unico obiettivo di vita è sempre stato quello di aiutare gli animali.
Per quanto riguarda il liceo, ho scelto di fare il classico perché sono convinta che apra molto la mente, a prescindere da quale strada si voglia prendere dopo.
VEGANOK: Alla laurea è seguita una specializzazione in Malattie Infettive. Come mai hai scelto questa specializzazione?
Assia Peterson Soccorsi: Ho scelto di specializzarmi in Malattie Infettive perché credo fermamente nella prevenzione e nella salute collettiva, sia per gli animali che per l’uomo. Inoltre, mi affascina il ruolo che la veterinaria ha nella One Health, ovvero l’interconnessione tra salute animale, umana e ambientale, un tema che considero fondamentale per un futuro più giusto per tutti.
VEGANOK: La tua filosofia professionale si basa su principi antispecisti. Cosa significa per te applicare l’antispecismo nella tua pratica quotidiana? Quali sono le sfide che incontri come veterinaria con questa visione?
Assia Peterson Soccorsi: Applicare l’antispecismo nella mia pratica quotidiana significa considerare tutti gli animali come individui con pari dignità, indipendentemente dalla specie. Nel mio lavoro, cerco di promuovere il benessere animale senza discriminazioni: che si tratti di un cane, un maiale o una gallina, il mio obiettivo è garantire loro cure adeguate.
Le sfide sono molte. Una delle più grandi è lavorare in un sistema che ancora vede gli animali come risorse piuttosto che come esseri senzienti e il mio approccio molto spesso può essere visto come controcorrente. Nonostante questo, credo nel potere dell’informazione e dell’empatia. Ogni giorno cerco di sensibilizzare le persone su alternative più etiche e sostenibili: cerco sempre di far capire a chiunque che nessuna vita vale più di un’altra.
VEGANOK: Molti veterinari lavorano negli allevamenti o nell’industria della carne e dei derivati animali. Pensi che sia possibile un cambiamento etico anche in quel settore? C’è più consapevolezza rispetto a qualche anno fa?
Assia Peterson Soccorsi: Credo che un cambiamento etico sia possibile, anche se richiede tempo. Rispetto a qualche anno fa c’è più informazione e più dibattito sul tema. Molti consumatori sono più attenti, e questo spinge anche il settore veterinario a riflettere su questioni etiche che prima venivano ignorate. Il cambiamento non sarà immediato, ma penso che, con il tempo, sarà possibile.
VEGANOK: Di recente sei entrata a far parte della rete di professionisti accreditati VEGANOK. Cosa ti ha spinta a fare questo passo, e cosa significa per te e per la tua professione?
Assia Peterson Soccorsi: Significa molto. Significa mettere in pratica i miei principi di rispetto e di dedizione nei confronti degli animali e significa continuare a testimoniare tutto quello in cui credo.
VEGANOK: Ultima domanda: c’è un consiglio che vorresti dare a chi sta pensando di intraprendere il tuo stesso percorso professionale, magari con una visione etica simile alla tua?
Assia Peterson Soccorsi: Il consiglio che darei a chi vuole intraprendere questo percorso con una visione antispecista è di prepararsi alle sfide perché mantenere saldi i propri principi può non essere sempre facile, ma tenersi pronti a tante opportunità per fare la differenza. Consiglio di non scoraggiarsi di fronte alle difficoltà e di ricordare che ogni piccolo passo conta.
Essere veterinari antispecisti non è facile. Significa scontrarsi con un sistema che ancora fatica ad accettare un cambio di paradigma e con una società che, pur più consapevole, non è ancora pronta a mettere in discussione certe dinamiche. Ma significa anche essere parte di un cambiamento necessario, di una rivoluzione che giorno dopo giorno sta prendendo forma.
E forse è proprio questo il punto: nessun cambiamento avviene da un giorno all’altro, ma ogni scelta, ogni voce, ogni azione consapevole costruisce un pezzetto di quel futuro in cui il valore della vita non sarà più misurato in base alla specie a cui appartiene.

Scegli i prodotti certificati VEGANOK e sostieni così la libera informazione!